Periodo di sciamatura
Comprendere, valutare e intervenire senza perdere il raccolto
La sciamatura fa parte della natura di una colonia di api. Per le api, non è un problema, ma il normale modo di riprodursi. Tuttavia, questo rappresenta un conflitto di obiettivi per l’apicoltore: durante il raccolto, un’uscita di sciame significa quasi sempre una significativa perdita di forza nella raccolta e, quindi, meno miele.
Non si tratta quindi di sopprimere il desiderio di sciamatura, ma di gestirne i tempi. Le colonie dovrebbero lavorare durante la principale stagione di raccolto e non sciamare.
Diventa complicato quando una colonia rimane costantemente in “modalità sciamatura”. Tipicamente, ad ogni controllo si trovano nuove celle reali, nonostante si sia già apparentemente fatto tutto: c’è spazio, le melari sono state messe, la colonia è forte.
In questi casi, non basta più applicare singole misure. È necessario procedere sistematicamente, comprendere le cause e, se necessario, intervenire in modo mirato.
Perché una colonia rimane costantemente in sciamatura
La prima domanda è sempre perché la colonia persiste in questo stato. Di solito non è una singola causa, ma una combinazione di diversi fattori.
Spesso la massa delle api è molto alta, mentre lo spazio utilizzabile non è distribuito in modo ottimale. Possono esserci strozzature nell’area di covata, ad esempio a causa di telaini pieni di polline o aree mielate.
Allo stesso tempo, il melario potrebbe non essere stato ampliato abbastanza velocemente da prevenire un accumulo. Inoltre, può esserci un eccesso di api giovani senza un’occupazione adeguata.
Infine, anche la regina gioca un ruolo, sia per la sua età che per la predisposizione genetica della colonia.
Finché questi fattori persistono, la tendenza alla sciamatura si ripresenterà. Ecco perché rompere semplicemente le celle reali non è una soluzione sostenibile. Si sposta solo il problema.
Cambiare davvero la pressione di sciamatura nella colonia
Il primo passo è quindi sempre trasformare la situazione nella colonia in modo che non sorga più una pressione di sciamatura permanente. Non si tratta semplicemente di dare molto spazio, ma di organizzare in modo coerente l’area della covata.
Un nido di covata funziona meglio se rimane compatto e le api possono lavorare senza ostacoli. Troppo spazio o un nido di covata disgregato possono essere ugualmente problematici quanto uno spazio insufficiente.
Riconoscere i blocchi di polline e miele
Un punto importante sono i blocchi di polline e miele. I telaini pieni di polline possono limitare il nido di covata senza che ciò sia immediatamente evidente.
In tali casi, potrebbe essere utile sostituire selettivamente alcuni telaini con fogli cerei per ridare movimento al sistema. Lo stesso vale per le aree mielate nel nido di covata, che dovrebbero essere allentate.
Il melario è spesso più decisivo che il nido di covata
Almeno altrettanto decisivo è il melario. In pratica, la causa della pressione di sciamatura si trova spesso non nel nido di covata, ma sopra.
Quando il nettare viene raccolto ma non c’è abbastanza spazio per lavorarlo e asciugarlo rapidamente, si crea un accumulo. Questo influisce indirettamente sul nido di covata e aumenta la pressione di sciamatura in modo significativo.
È quindi importante espandere i melari non solo quando sono pieni, ma in modo tempestivo e previdente.
Principio: Non aggiungere il melario a sensazione, ma in base al raccolto, alla forza della colonia e all’effettivo utilizzo.
Le api giovani hanno bisogno di attività
Un altro punto è l’occupazione delle api. Un eccesso di api giovani senza compiti aumenterà notevolmente la tendenza alla sciamatura.
Fornendo fogli cerei in modo mirato o promuovendo attività di costruzione, questa energia può essere utilizzata in modo sensato. Le api saranno occupate, e il focus si sposterà dalla preparazione di sciamatura al lavoro.
Formazione di nuclei: efficace, ma con conseguenze
La classica formazione di nuclei è anche un efficace mezzo per ridurre la pressione di sciamatura. Tuttavia, ha uno svantaggio chiaro: ogni api asportata manca nel raccolto.
Ciò significa che la capacità di raccolta diminuisce. Quindi, chi punta specificamente a produrre miele, dovrebbe usare questa misura consapevolmente e con moderazione.
Non dimenticare la regina
Se una colonia va ancora in sciamatura nonostante le correzioni, bisogna anche considerare la regina. Ci sono linee molto più predisposte alla sciamatura rispetto ad altre.
Anche l’età della regina ha un ruolo. In questi casi, un cambio mirato della regina è spesso la soluzione più sostenibile.
Quando le correzioni non bastano più
Ci sono situazioni in cui la causa non può essere individuata chiaramente o in cui la tendenza alla sciamatura persiste nonostante tutte le misure.
In questi casi, non si tratta solo di apportare correttivi, ma di prevenire con sicurezza l’uscita dello sciame.
È fondamentale che la capacità di raccolta sia il meno possibile compromessa. Ciò significa che le api bottinatrici devono rimanere sul posto e poter continuare a lavorare.
Sciame artificiale con fondo intermedio: interrompere la sciamatura, mantenere la capacità di raccolto
Un metodo molto efficace è la formazione di uno sciame artificiale con fondo intermedio. In questo modo, la colonia viene suddivisa in due unità all’interno dell’arnia.
Una parte della covata viene portata con le api aderenti in alto, con l’inserimento di un fondo intermedio con proprio foro di volo rivolto all’indietro. In basso rimane la regina con le api bottinatrici.
Queste continuano a raccogliere, mentre sopra si forma una seconda parte della colonia. La tendenza alla sciamatura viene interrotta da questa separazione, mantenendo la capacità di raccolta perché le api bottinatrici non vengono perse.
Sciame e alveare scindente: efficaci contro la pressione di sciamatura
Un approccio simile ha la formazione di sciame e alveare scindente, ma con una diversa implementazione.
Qui, la colonia di covata viene posta in una nuova posizione, mentre nel posto originario viene formata una nuova unità con la regina. Le api bottinatrici ritornano automaticamente al loro luogo originario, rinforzando questa unità.
In questo modo si crea una colonia molto forte in raccolta, mentre l’alveare scindente si sviluppa separatamente. Anche qui, la tendenza alla sciamatura viene fermata in modo affidabile, senza perdere la capacità di raccolto: anzi, essa può temporaneamente persino aumentare.
Ristrutturare il nido di covata in modo mirato
Meno invasiva, ma altrettanto efficace, è la ristrutturazione mirata del nido di covata. Non si riduce la massa delle api, ma si cambia la disposizione.
La covata opercolata può essere posta in alto, mentre nello spazio della covata si crea spazio, ad esempio attraverso fogli cerei. Questo dissolve la struttura tipica che porta alla sciamatura. (Attenzione a non mettere i fuchi in alto poiché non passano attraverso la griglia escludiregina)
Le nutrici si distribuiscono nuovamente e la tendenza alla sciamatura viene bloccata. Il grande vantaggio di questo metodo è che tutta la massa delle api rimane nella colonia, senza perdere capacità di raccolto.
Il vantaggio: Le api rimangono nella colonia, ma l’ordine interno viene modificato in modo che l’impulso alla sciamatura venga interrotto.
Usare la tendenza alla sciamatura in modo controllato
Un’altra possibilità è sfruttare in modo controllato la tendenza alla sciamatura invece di reprimerla completamente.
In questo processo, si lasciano alcune celle reali singolarmente e si rimuovono le altre. La vecchia regina rimane nella colonia, e la situazione viene strettamente controllata.
In alcuni casi, si può inoltre rimuovere una piccola quantità di covata senza indebolire eccessivamente la colonia. Questo metodo richiede esperienza e un lavoro accurato, ma può ridurre notevolmente la pressione di sciamatura senza influenzare significativamente la capacità di raccolto.
Importante: Questo metodo è adatto solo se si esegue un controllo regolare e accurato. Senza controllo, il rischio di sciamatura aumenta notevolmente.
Conclusione
Alla fine, si dimostra che non esiste una singola soluzione standard. Ciò che conta è sempre la combinazione di comprensione e azione mirata.
Prima dovrebbero essere corrette le cause il più possibile. Se ciò non basta, devono seguire misure chiare che prevengano l’uscita dello sciame senza distruggere la capacità della colonia.
Il pensiero centrale è semplice: prevenire con successo la sciamatura non significa intervenire il più possibile, ma lavorare in modo tale che le api possano continuare nella stagione di raccolto.
Chi riesce a mantenere la massa delle api nella colonia e contemporaneamente interrompere la tendenza alla sciamatura, utilizza la stagione in modo molto più efficace — e opera infine in sintonia con il comportamento naturale delle api, solo al momento giusto.
Un ultimo breve e importante pensiero:
Alcune di queste misure possono sembrare severe a prima vista. Ciò è dovuto al fatto che l’apicoltore interviene attivamente nella struttura della colonia. Tuttavia, questo non significa che uno sciame sia qualcosa di “negativo” — al contrario, è un processo totalmente naturale e sensato.
La differenza sta nella sinergia tra apicoltore, api e raccolto. L’apicoltore assume qui un ruolo guida: sposta determinati momenti o impedisce la sciamatura in una fase in cui la colonia può portare la sua forza utilmente nel raccolto. Non è un lavoro contro l’ape, ma una gestione consapevole al momento giusto.
È rispettoso degli animali perché la colonia rimane stabile, performante e sana. Gli interventi non sono un fine a sé stessi, ma servono a evitare situazioni estreme e a stabilire un equilibrio tra comportamento naturale e utilizzo da parte dell’apicoltore.
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